Amministrazione Trasparente
In questa pagina sono raccolte le informazioni che le Amministrazioni pubbliche sono tenute a pubblicare nel proprio sito internet nell’ottica della trasparenza, buona amministrazione e di prevenzione dei fenomeni della corruzione (L.69/2009, L.213/2012, D.Lgs.33/2013, L.190/2012).
Prevenzione della Corruzione
Sezioni
PIAO 2023-2025
P000000317_012000_94769.1.05-RGS2023
P000000317_007000_SBC-PrevenzCorruz2023_A)
P000000317_008000_SBC-PrevenzCorruz2023_B)
P000000317_006000_Obiettivi2023_Sbc
P000000317_005000_CIVICO_ProgrammaElettorale2022
P000000317_004000_PIAO_Sbc2023
P000000386_006000_GC-DotazOrganica_Nov23
PIAO 2023-2025 Sezione 3.3
PIAO 2024-2026
P000000525_004000_94769.1.05-RGS2024
P000000525_006000_SBC-PrevenzCorruz2024_A)
P000000525_022000_SBC-PrevenzCorruz2024_B)
P000000525_009000_Obiettivi2024_Sbc
P000000525_005000_CIVICO_ProgrammaElettorale2022
P000000525_008000_PIAO_Sbc2024
I modifica PIAO 2024-2026
Delibera GC n. 89 01_08_25 I modifica PIAO
P000000572_003000_94769.1.05-RGS2024
P000000572_002000_GC-DotazOrganica_Ago24
II modifica PIAO 2024-2026
III modifica PIAO 2024-2026
PIAO 2025-2027
P000000772_022000_PIAO_Sbc2025 (1)
P000000772_012000_SBC-PrevenzCorruz2025_A) (1)
P000000772_011000_SBC-PrevenzCorruz2025_B) (1)
P000000772_023000_Obiettivi2025
P000000772_009000_CIVICO_ProgrammaElettorale2022 (1)
P000000772_022000_PIAO_Sbc2025 (1)
PIAO 2026-2028
P000001010_010000_SBC-PrevenzCorruz2026_B)
P000001010_009000_SBC-PrevenzCorruz2026_A)
P000001010_008000_PIAO_Sbc2026
P000001010_007000_P000000772_009000_CIVICO_ProgrammaElettorale2022(1)
Questo Ente non ha adottato specifici regolamenti per la repressione della corruzione e dell'illegalità in aggiunta ai PTPCT
- Scheda relazione RPCT 2025 - Sbc2026
- RelazioneRPCT_SBC2024Relazione responsabile prevenzione corruzione e trasparenza
- Scheda-Relazione-annuale2023-RPCT
- Relazione del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza riferita all'anno 2022
- Relazione RPCT 2022 con riferimento all'anno 2021
Questo Ente alla data odierna , non ha ricevuto da ANAC alcun provvedimento
Questo ente, alla data odierna, non ha ricevuto da ANAC alcun accertamento per violazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. 39/2013, in materia di inconferibilità e incompatibilità
Descrizione
Questo strumento prevede la possibilità di denunciare all’autorità giudiziaria o contabile o divulgare pubblicamente le informazioni sulle violazioni di comportamenti, atti od omissioni che ledono l'interesse pubblico o l’integrità dell'amministrazione pubblica di cui sono venute a conoscenza nell'ambito del proprio contesto lavorativo.
Le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di attivare propri canali di segnalazione che garantiscano la riservatezza dell’identità del segnalante, di tutte le persone coinvolte nella segnalazione, della segnalazione stessa e della relativa documentazione, inoltre sul sito istituzionale devono essere riportate informazioni chiare riguardanti le procedure e i presupposti per effettuare le segnalazioni.
L’obiettivo è quello di proteggere i soggetti segnalanti da qualsiasi ritorsione o discriminatorie derivanti direttamente o indirettamente dalla segnalazione (es. licenziamento, demansionamento, sospensione). L'onere di provare che tali condotte o atti sono motivati da ragioni estranee alla segnalazione è a carico di colui che li ha posti in essere (ad es. il datore di lavoro).
Enti o persone che ritengono di aver subito ritorsioni possono usare il sistema di segnalazione individuato e pubblicizzato dall’ente stesso.
Nel caso in cui l’ente non abbia individuato un sistema o un sistema che tuteli la riservatezza delle persone segnalanti, è possibile rivolgere la segnalazione all’ANAC che informa immediatamente il Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in seguito, ha il compito di acquisire elementi istruttori indispensabili all'accertamento delle ritorsioni.
Ulteriori informazioni
Le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di attivare propri canali di segnalazione che garantiscano la riservatezza dell’identità del segnalante, di tutte le persone coinvolte nella segnalazione, della segnalazione stessa e della relativa documentazione, inoltre sul sito istituzionale devono essere riportate informazioni chiare riguardanti le procedure e i presupposti per effettuare le segnalazioni.
L’obiettivo è quello di proteggere i soggetti segnalanti da qualsiasi ritorsione o discriminatorie derivanti direttamente o indirettamente dalla segnalazione (es. licenziamento, demansionamento, sospensione). L'onere di provare che tali condotte o atti sono motivati da ragioni estranee alla segnalazione è a carico di colui che li ha posti in essere (ad es. il datore di lavoro).
Enti o persone che ritengono di aver subito ritorsioni possono usare il sistema di segnalazione individuato e pubblicizzato dall’ente stesso.
Nel caso in cui l’ente non abbia individuato un sistema o un sistema che tuteli la riservatezza delle persone segnalanti, è possibile rivolgere la segnalazione all’ANAC che informa immediatamente il Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in seguito, ha il compito di acquisire elementi istruttori indispensabili all'accertamento delle ritorsioni.
Il whistleblower può segnalare le seguenti circostanze:
- violazioni già commesse;
- violazioni che potrebbero verificarsi in futuro;
- fondato sospetto che una violazione sia stata o sarà commessa;
- tentativi di occultare tali violazioni.
Il canale di segnalazione Whistleblowing non può essere utilizzato per questioni legate a interessi personali del segnalante, come contestazioni o richieste relative al proprio rapporto di lavoro o impiego con l'Amministrazione o con figure gerarchicamente superiori. Le segnalazioni non possono essere trasmesse da un'amministrazione a un'altra.
Possono utilizzare il canale Whistleblowing i dipendenti dell'Amministrazione, lavoratori autonomi, collaboratori, liberi professionisti, consulenti, volontari e tirocinanti, anche se a titolo gratuito, che lavorano per l'Amministrazione. Le segnalazioni anonime vengono considerate solo se sufficientemente dettagliate e circostanziate, ma il segnalante anonimo non beneficia di alcuna tutela in caso di ritorsioni.
Le segnalazioni possono essere effettuate in diversi momenti:
- durante il rapporto giuridico con l'Amministrazione Comunale.
- prima dell'inizio del rapporto giuridico (ad esempio, informazioni raccolte durante il processo di selezione).
- durante il periodo di prova.
- dopo la cessazione del rapporto, a condizione che riguardino il periodo precedente alla fine del rapporto.
Le segnalazioni devono essere inviate tramite i seguenti canali:
1. canale interno (artt. 4 e 5)
2. canale esterno gestito da ANAC (art. 7)
3. divulgazioni pubbliche (art. 15)
4. denuncia all’autorità̀ giudiziaria o contabile
ATTENZIONE: La scelta del canale di segnalazione non è più rimessa alla discrezione del whistleblower; in via prioritaria, si favorisce l'utilizzo del canale interno. Solo qualora si verifichi una delle condizioni previste dall'art. 6, sarà possibile effettuare una segnalazione esterna.
Per inviare una segnalazione interna al RPCT, si possono seguire diverse modalità operative previste dal Decreto Legislativo 24/2023.
Per inviare una segnalazione interna al RPCT, si possono seguire diverse modalità operative previste dal Decreto Legislativo 24/2023.
L'amministrazione Comunale ha adottato una piattaforma informatica specifica per adempiere agli obblighi normativi. Questa piattaforma utilizza strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell'identità del segnalante e il contenuto delle segnalazioni e della documentazione correlata. Le caratteristiche principali di questa modalità di segnalazione sono le seguenti:
• Compilazione di un questionario: La segnalazione avviene attraverso la compilazione di un questionario apposito.
• Anonimato: È possibile inviare la segnalazione in forma anonima. Tuttavia, se anonima, verrà presa in considerazione solo se adeguatamente dettagliata, con descrizione del fatto, delle circostanze di tempo e luogo in cui si è verificato, e con elementi utili a identificare il soggetto coinvolto.
• Gestione della segnalazione: Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione (RPCT) riceverà e gestirà la segnalazione, garantendo la massima confidenzialità nei confronti del segnalante.
• Codice numerico: Al momento dell'invio della segnalazione, il segnalante riceverà un codice numerico di 16 cifre. Questo codice dovrà essere conservato per accedere nuovamente alla segnalazione, verificare la risposta del RPCT e interagire per fornire chiarimenti o approfondimenti, se necessario.
Trasmissione tramite servizio postale o consegna a mano in plico chiuso e sigillato all’indirizzo del RPCT Piazza Vittorio Emanuele II n.12, 10088 Volpiano - specificando nella busta la dicitura RISERVATA PERSONALE e avendo cura di NON indicare i propri dati personali sul plico esterno, possibilmente utilizzando l'apposito modulo di segnalazione debitamente firmato in originale con allegata copia del documento d'identità̀.
E' possibile scaricare il modulo di segnalazione cliccando qui o nel link a fondo pagina.
Nel caso in cui il segnalante preferisca comunicare verbalmente i fatti al RPCT, quest'ultimo procederà personalmente, agendo con la massima discrezione, per identificare il segnalante e registrare per iscritto il contenuto della segnalazione.
Tuttavia, è importante notare che:
• NON È INVECE POSSIBILE EFFETTUARE UNA SEGNALAZIONE TRAMITE POSTA ELETTRONICA: In base alle recenti disposizioni normative volte a proteggere l'identità del segnalante, l'utilizzo della posta elettronica, sia personale che istituzionale, ordinaria o certificata, viene escluso. Tale modalità è considerata superata e non risponde agli standard di protezione dei dati mediante cifratura. Pertanto, si raccomanda di utilizzare le altre modalità di segnalazione sopra descritte nei punti 1, 2 e 3.
Se ricorrono i presupposti specificati dall’articolo 6 del D. Lgs. 24/2023, il segnalante può effettuare una segnalazione esterna tramite comunicazione scritta o orale presentata attraverso i canali indicati sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
TUTELE DEL SEGNALANTE:
Il segnalante gode di diverse tutele, tra cui:
L'identità della persona segnalante, compresa qualsiasi informazione da cui possa essere dedotta anche indirettamente, non può essere divulgata senza il consenso esplicito del whistleblower, ad eccezione delle persone competenti a ricevere o gestire le segnalazioni. Il RPCT, in quanto destinatario delle segnalazioni, garantisce la massima riservatezza anche riguardo all'identità delle persone coinvolte o menzionate nella segnalazione. La legge esclude l'accesso pubblico alla segnalazione sia a livello documentale che civico.
I segnalanti sono protetti da qualsiasi forma di ritorsione, ed è strettamente vietato adottare comportamenti, atti o omissioni, anche solo tentati o minacciati, che possano arrecare un ingiusto danno alla persona segnalante a causa della sua segnalazione.
Il divieto di misure ritorsive e di protezione, come specificato negli articoli 16-22 del D. Lgs. 24/2023, si applica anche ai seguenti soggetti:
− i facilitatori, ossia coloro che assistono il segnalante nel processo di segnalazione all'interno dello stesso contesto lavorativo, e la cui assistenza deve essere mantenuta riservata.
− le persone appartenenti allo stesso contesto lavorativo del segnalante e che hanno con lui un rapporto affettivo o di parentela fino al quarto grado.
− i colleghi di lavoro del segnalante che operano nello stesso contesto lavorativo e che hanno con lui un rapporto abituale e corrente.
− gli enti di proprietà del segnalante o che operano nello stesso contesto lavorativo in cui la persona segnalante presta la sua attività lavorativa.
La tutela e protezione della persona segnalante non sarà garantita qualora, in connessione con la segnalazione whistleblowing, venga accertata, anche mediante sentenza di primo grado, la sua responsabilità penale per reati di diffamazione o calunnia, o la responsabilità civile, per gli stessi motivi, in situazioni di dolo o colpa grave. In tali casi, l'Amministrazione potrà irrogare alla persona segnalante una sanzione disciplinare.